| Maurizio Mirimin |
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Ieri un compagno di aikido ci ha lasciati.
Nessuno indosserà la sua hakama,
nessuno stringerà il suo obi,
nessuno impugnerà il suo ken.
Ma il suo spirito aleggerà tra noi che lo ricorderemo sempre e vivrà nei suoi cari.
Quella che si crea sul tatami è una famiglia scelta da adulti, voluta ogni volta che lo si calca, sono braccia che si tendono per proteggere, per accogliere, per unire.
Quelle stesse braccia si stringono oggi intorno alla famiglia del nostro compagno, e sono tese, pronte a ricevere qualunque richiesta che possa essere d'aiuto o solo di sollievo
Domo arigatò, Maurizio, per ogni attimo, ogni tecnica, ogni sorriso, condiviso con noi.
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